Paola Turci: il nuovo album, Amore a Dismisura
Amore a dismisura, uscito il 2 ottobre per BMG, è il primo album di inediti di Paola Turci dopo sette anni. Il titolo sembra una resa. Nella conversazione raccolta da WUF Music, in collaborazione con Corriere della Sera, diventa un confine: quanto si può amare senza sparire dentro qualcun altro, e quanto di sé bisogna conoscere perché una canzone regga.
Guarda subito l’intervista completa con Paola Turci:
Amore a dismisura non è un diario e non è un disco costruito su un tema solo. Turci lo racconta come un insieme di canzoni arrivate una dopo l'altra. I brani rimasti fuori non li ha ancora riascoltati. Dentro ci sono l'amore, gli sbagli e la voglia di ricominciare. C'è anche il limite che il titolo annuncia. Amare senza misura può essere la forma più alta di un sentimento. Può anche diventare dipendenza, possesso, annullamento di sé. Amore a dismisura si muove tra queste due possibilità.
A tenerle insieme sono due canzoni. Vita Mia è quella con cui il disco è cominciato. A scriverla con lei è stata Veronica Lucchesi de La Rappresentante di Lista. L'incontro è stato a Viareggio, voluto da Turci, a cena. Si sono riconosciute nella stessa voglia di ripartire. Il verso che sente più suo non racconta una ferita. Chiama qualcuno: ehi amica, la senti l'aria?
Il brano Manchi guarda indietro. Racconta un'assenza: la casa senza una luce accesa, il tempo che non basta a ricostruire quello che c'era. Vita Mia va verso il dopo. Manchi resta dov'è finita una storia.
In sala dice anche perché non voleva un disco d'amore come tanti. Non le interessano le canzoni che restano in una stanza a parlare soltanto di chi è stato lasciato e sta male. Cerca brani che riguardino anche gli altri. Cita De André e Antartide, pezzi che aprivano uno spiraglio su un mondo più largo del proprio quartiere. Sa che oggi una canzone deve arrivare subito, altrimenti non ha tempo. Le sta bene. Su un punto però non cede, e vale anche per questo album: i brani scritti di getto sono quelli che ti assomigliano. Il resto viene dopo.
Per spiegare da dove arriva questa idea le basta un ricordo. A undici anni la chitarra era della sorella. Paola la guardava suonare, ma non poteva avvicinarsi. Poi la chiese. Gliela regalarono all'inizio dell'estate e in quattro giorni imparò gli accordi che aveva soltanto visto.
È il gesto che ritrova nel disco: prendere una cosa che sembrava già decisa da altri e farla propria. Le era già successo con Stato di calma apparente, scritta su un treno, seduta sulla valigia, quando intorno a lei c'era chi sceglieva al posto suo. Nel 1993 quel brano la riportò a Sanremo. Parlava del bisogno di cambiare, fuori e dentro. Ad agosto arrivò l'incidente. Fu una svolta, non un racconto da vittima. Cantare, dice, non significa mettersi in vetrina.
Amore a dismisura viene da lì. Turci scrive di sé, a sessantadue anni, senza fare del privato un pettegolezzo. Se dovesse dare un consiglio a se stessa, direbbe di lavorare sulla conoscenza di sé. Da lì passano la voce, lo sguardo e le canzoni che non si scrivono per diventare famosi. Il disco è questo. Il resto della conversazione, la madre che cantava, gli anni di Sanremo, la crisi vissuta come un'occasione, è nel video.
Nella live session di WUF Music Paola Turci ha suonato Vita Mia e Manchi in acustico, le due canzoni che aprono e trattengono Amore a Dismisura. Guarda ora la performance completa.
