Pietro Biz Biasia: street culture cinematografica

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Milano. Quando Pietro Biz Biasia impugna la macchina da presa, le strade, i neon e l’energia della città diventano materia prima per immagini che attraversano continenti. Nato a Torino, cresce i primi anni a Biella, da lì si sposta a Milano, per poi trasferirsi presto a Londra e viverci per 7 anni. Tutto il viaggio parte da lì, da Londra. Ha trasformato la sua osservazione quotidiana della vita urbana in un codice visivo riconosciuto da artisti internazionali e marchi di livello mondiale. Oggi il suo lavoro circola tra Europa e Stati Uniti, dove dirige videoclip ad alto impatto e campagne pubblicitarie che sembrano cortometraggi autonomi. La sua presenza tra New York, Londra,Parigi e Lisbona riflette una visione che traduce l’urgenza della strada in sequenze calibrate al millimetro.

Il suo linguaggio si costruisce su tre elementi precisi: inquadrature cinematografiche ampie e potenti, un montaggio che accelera il tempo senza mai perderne il controllo e una post-produzione che mescola analogico e digitale con naturalezza assoluta. Si tratta di scelte che amplificano l’adrenalina giovanile e la trasformano in emozione condivisa.

Prendiamo “Bronx Zoo” di A$AP Twelvyyy.

Nel video diretto e montato da Biz Biasia, Tokyo di notte diventa un’estensione del Bronx: luci al neon che si riflettono su giacche reflective, figure che camminano con le spalle al pubblico, un taxi arancione che sfreccia sotto i cavalcavia, e un puffer viola che sembra sospeso su una griglia digitale luminosa. I VFX di Nisju e Vic Zinner si integrano perfettamente con il color grading di André Pêga e il sound design di Rijo On The Way. Il risultato è un videoclip che su Reddit è stato definito “uno dei migliori che Twelvyy abbia mai pubblicato”, con commenti che sottolineano come “A$AP ha davvero i video migliori”. Qui il montaggio rapido e i flashcut creano un flusso ipnotico che tiene lo spettatore incollato allo schermo.

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Lo stesso rigore visivo emerge nella campagna globale HO24 Y2K per Nike. Biz Biasia ha diretto il progetto con il direttore della fotografia Andrea Gavazzi, portando la nostalgia Y2K in un contesto contemporaneo e globale. Le immagini mostrano dettagli intensi: una mano che traccia lo swoosh rosso sulla condensa di una finestra, close-up su sneaker e tessuti tecnici, sequenze che mescolano movimento e staticità con una pulizia estetica rara nelle produzioni commerciali. In un’intervista a LBBOnline del febbraio 2025, il regista ha raccontato: «Questo progetto è incredibilmente speciale per me. Ho avuto la possibilità di esprimermi pienamente con il budget giusto. La libertà e la fiducia del brand sono state preziose. Nonostante si trattasse di una campagna globale con tantissimi occhi puntati addosso, sono riuscito a rimanere fedele alla mia visione e a creare qualcosa di autentico per uno dei marchi più grandi del mondo».

Un altro esempio recente è “Shmoke” di Powers Pleasant feat. A$AP Ferg e Armani Caesar.

Le immagini di backstage rivelano un set newyorkese vibrante: camera su dolly, artisti in movimento tra graffiti e vegetazione urbana, polizia sullo sfondo e una crew che cattura ogni dettaglio. Biz Biasia dirige con precisione chirurgica, utilizzando crash zoom e flash cut che creano una combinazione esplosiva. Il videoclip mantiene l’energia raw della strada e la eleva attraverso una regia che sa quando rallentare e quando accelerare.

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La qualità del suo output ha attirato i brand più esigenti. Oltre a Nike, New Balance, A Cold Wall, Zalando, ha curato anche editing e post-produzione campagne per Jimmy Choo, Christian Louboutin, Dr. Martens, GQ x Hugo Boss, Palladium, Mr Porter e Soho House. Ogni spot mantiene la stessa densità narrativa dei suoi videoclip, trasformando la pubblicità in narrazione visiva pura.

Il mercato ha riconosciuto questo valore con rappresentanze di primo livello. A gennaio 2025 London Alley lo ha inserito nel roster per gli Stati Uniti, segnando il suo ingresso ufficiale nel mercato americano. Poco dopo è arrivato anche Bonaparte per Germania, Austria e Svizzera. Wanda+ cura il mercato francese ed è in trattativa per nuove rappresentanze in altri paesi. Queste partnership rappresentano la conferma che il suo codice visivo funziona a ogni scala produttiva.

I premi hanno seguito di pari passo: Best New Director agli Shots Awards, Honorable Mention come Best Director 2024 agli Eye Candy Awards, shortlist allo YDA Festival di Cannes. I suoi lavori sono stati pubblicati su Hypebeast, Highsnobiety, GRM Daily, Outlander Magazine e Lensaddiction. È stato inserito tra i top 50 creativi da New Wave Magazine e nominato ai Videoclip Italia Awards 2024.

Oggi Biz Biasia guarda avanti con chiarezza. Il suo primo lungometraggio è in fase avanzata di sviluppo, con appunti e idee accumulate negli anni che aspettano solo il momento giusto per prendere forma. Nel frattempo continua a selezionare campagne commerciali e videoclip che risuonano con la sua estetica, preparando nuovi progetti per artisti americani che ammira. Ha una O1 Visa per gli Stati Uniti attiva

In un’intervista recente ha sintetizzato così la sua fase attuale: «Dopo il successo della campagna Nike globale, sono emozionato all’idea di immergermi in altri progetti commerciali

con brand che risuonano davvero con la mia estetica. Allo stesso tempo sto aspettando il momento perfetto per portare in vita il mio primo lungometraggio. Sarà l’occasione per esprimere completamente la mia visione».

Luga Podesta, founder di London Alley, ha commentato: «Pietro sta guidando la prossima generazione di registi. La sua prospettiva fresca e le sue tecniche dinamiche sono esattamente ciò che cerchiamo. Che si tratti di una campagna globale o di un videoclip, ha un approccio altamente adattabile e unico». Nico Kreis di Bonaparte ha aggiunto: «Ha la rara capacità di trasformare energia grezza in film eleganti e visivamente potenti».

In linea con questa traiettoria di crescita internazionale, ha di recente lanciato Panchina Post, la sua nuova Post Production House.

Pietro Biz Biasia sta definendo un nuovo standard nel visual storytelling contemporaneo. In un’epoca in cui musica, moda e cinema si parlano costantemente, il suo lavoro offre un vocabolario preciso, potente e immediatamente riconoscibile. Da Milano al mondo, frame dopo frame.

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