PICCOLO: Memory Card Live Session

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All’interno delle WUF Music Live Session, Piccolo porta in studio Memory Card, uno dei brani più rappresentativi di Stellar-Boy. Non è una semplice esecuzione live: è la traduzione diretta di un pezzo che nasce già come riflessione sul presente.

Memory Card lavora su un’immagine chiara: la memoria come archivio digitale. Schermate, salvataggi, file che restano. Non è una metafora astratta, ma una fotografia del modo in cui oggi conserviamo esperienze e relazioni. Il brano tiene insieme crescita e fragilità emotiva senza trasformarle in confessione esplicita. Rimane sospeso, coerente con l’immaginario di Stellar-Boy, fatto di frammenti più che di narrazioni lineari.

Nel WUF Studio di Milano, il pezzo mantiene la sua struttura elettronica ma si concentra sull’essenziale. La voce resta centrale, senza sovrastrutture sceniche. Luci e inquadrature non cercano effetti, ma accompagnano l’atmosfera del brano, rispettandone la natura intima. È una performance pulita, controllata, che mette al centro il suono e la scrittura.

Quello che emerge con più chiarezza è la coerenza tra progetto e forma. Memory Card parla di memoria digitale e viene restituita in uno spazio visivo che amplifica quell’estetica: minimale, nitida, contemporanea. Non c’è nostalgia, non c’è denuncia. C’è osservazione.

Il brano conferma il metodo di Piccolo: usare la musica come strumento per ordinare immagini e vissuto personale, senza chiuderli in un significato unico. Memory Card non spiega, non semplifica. Si limita a mettere in scena una condizione generazionale, lasciandola intatta.

Ed è proprio questa misura a renderla efficace.

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👉 A seguire l'intervista completa:

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