Mattia Zoppellaro: La fotografia nasce dal caos

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Per Mattia Zoppellaro, la fotografia non nasce dal controllo, ma dal caos. È nello spazio dell’imprevisto, dell’incontro e della strada che il suo sguardo trova senso, lasciando che siano le persone, i gesti e i luoghi a guidare l’immagine, senza forzature né costruzioni artificiali.

Nel dialogo con WUF, Zoppellaro racconta un’idea di fotografia profondamente legata alla presenza e al contatto umano. Scattare significa esserci davvero, prendersi il tempo di osservare e accettare che la realtà non si presenti mai in modo ordinato. Il caos, in questa visione, non è un limite, ma la condizione necessaria affinché emergano storie autentiche, impossibili da ricreare attraverso una messa in scena.

L’errore, il movimento, le distanze imperfette diventano così elementi di verità, segni di un’esperienza vissuta e non semplici difetti da correggere in post-produzione. In un’epoca in cui il digitale tende a uniformare linguaggi e risultati, il lavoro di Zoppellaro rivendica il valore dell’imperfezione come spazio di profondità e significato.

Un episodio che invita a riflettere su cosa significhi documentare il reale oggi, mantenendo vivo il legame tra immagine e vissuto. Un contributo che si inserisce nel percorso di WUF Music 2025 - Ai Tempi dell’AI, con Corriere della Sera come media partner, e che riafferma la fotografia come atto umano prima ancora che tecnico.

👉 Qui l’intervista completa:

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