Jumairy: Da performer a creatore di esperienze

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Nel panorama delle pratiche artistiche contemporanee, Jumairy incarna una trasformazione radicale del ruolo dell’artista: non più solo performer, ma creatore di esperienze immersive in cui spazio, corpo e tecnologia dialogano in tempo reale. Nell’intervista realizzata in occasione di WUF Dubai 2025, il suo racconto attraversa un percorso di evoluzione che lo ha portato dalla scena alla progettazione di installazioni reattive, pensate come ambienti vivi e sensibili.

Al centro della sua ricerca c’è un’idea potente e destabilizzante: e se fosse il pubblico a diventare l’artista? Nei lavori di Jumairy, il corpo dello spettatore si trasforma in un sensore, capace di attivare lo spazio attraverso la presenza, il movimento, l’ascolto. La tecnologia non è mai fine a sé stessa, ma uno strumento per amplificare memoria, percezione ed esperienza fisica.

Nel dialogo con WUF emergono anche riflessioni sull’estetica di internet, sul peso emotivo del suono e sulla libertà di accettare l’incertezza come parte del processo creativo. Jumairy rivendica il diritto di non sapere esattamente come progettare ciò che si sogna, scegliendo comunque di farlo. È in questa tensione tra intuizione e sperimentazione che nascono nuove forme di presenza.

Un’intervista che affronta i temi della trasformazione, della collaborazione e della ridefinizione del rapporto tra artista, pubblico e spazio nell’era digitale. Un invito a ripensare l’esperienza artistica come atto condiviso, fluido e profondamente umano.

👉 Qui l’intervista completa:

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