In dialogo con Riccardo Bonetti e Carlo Pastore
Nel confronto tra Riccardo Bonetti e Carlo Pastore emerge uno sguardo lucido e senza filtri sullo stato attuale del rap italiano e sulle sfide che oggi attraversano gli artisti. Al centro della conversazione con WUF c’è una riflessione condivisa: dopo anni di crescita, visibilità e sovraesposizione, il genere sembra aver bisogno di un ritorno all’autorialità, a una scrittura consapevole e a scelte capaci di andare oltre la velocità dei formati e l’omologazione.
Bonetti porta nel dialogo l’esperienza maturata anche attraverso Red Bull 64 Bars, uno dei format più influenti della scena italiana, dove la parola resta protagonista e l’artista è chiamato a confrontarsi in modo diretto con la propria identità e con la responsabilità di ciò che scrive. In questo contesto, il testo torna a essere misura, dichiarazione e presa di posizione.
Alla riflessione si affianca la visione di Pastore, che individua nel raggiungimento di una sorta di zenith un momento cruciale per il rap italiano: da qui in avanti, tutto dipenderà dalla capacità degli artisti di distinguersi davvero, assumendosi il rischio di una voce personale, non mediata e non replicabile.
Un dialogo che apre uno sguardo critico e necessario su un genere ormai centrale nel panorama culturale contemporaneo, ma che per continuare a evolvere deve ritrovare autenticità, visione e profondità. Un episodio che si inserisce nel percorso di WUF Music 2025 - Ai Tempi dell’AI, con Corriere della Sera come media partner, e che invita ad ascoltare il rap non solo come fenomeno, ma come linguaggio in trasformazione.
👉 Qui l’intervista completa:
