Gaith Abdulla: Oltre l’idea di infrastruttura

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Nel contesto di WUF Dubai 2025, la conversazione con Gaith Abdulla apre una riflessione profonda su cosa significhi oggi costruire infrastrutture culturali. Curatore, scrittore e co-fondatore di Engage101, Abdulla mette in discussione l’idea di una cultura progettata dall’alto, proponendo invece una visione fondata su processi collettivi, radicati nelle comunità e nel sapere locale.

Al centro dell’intervista c’è il ruolo dei movimenti culturali dal basso, capaci di ridefinire il panorama del Golfo attraverso spazi indipendenti, iniziative autonome e pratiche di resistenza archivistica. Abdulla traccia una mappa alternativa dell’ecosistema culturale, in cui l’infrastruttura non è solo fisica o istituzionale, ma fatta di relazioni, memorie condivise e autorialità diffusa.

Il dialogo attraversa storia e pratica curatoriale, toccando temi come l’intimità, il potere e la responsabilità delle istituzioni, chiamate a ripensare il proprio ruolo in relazione ai territori e alle persone che li abitano. Ne emerge una visione in cui la prossimità diventa una politica culturale e le relazioni assumono un valore centrale nella costruzione di spazi realmente inclusivi.

Un’intervista che invita a riconsiderare i modelli dominanti e a immaginare nuove forme di infrastruttura culturale, più sensibili, porose e capaci di generare senso a partire dal basso.

👉 Qui l’intervista completa:

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