Dargen e WUF presentano “AI AI Short Documentary"
Sanremo, 24 febbraio 2026 - Nei giorni in cui il 76° Festival di Sanremo sta per prendere vita all’Ariston, Dargen D’Amico e WUF annunciano l’arrivo imminente di “AI AI Short Documentary”. Il brano “AI-AI”, che l’artista sta per portare sul palco, condivide il titolo con questo progetto e ne anticipa l’urgenza tematica. Questo lavoro raccoglie ore di conversazioni nate proprio in quelle ore febbrili di preparazione al festival e le trasforma in un’indagine aperta e profonda su cosa succede quando l’intelligenza artificiale entra nei processi creativi e nel pensiero quotidiano.
Otto voci autorevoli si alternano e si intrecciano per tutto il documentario.
Skygolpe, figura centrale dell’arte digitale contemporanea, porta l’esperienza diretta di chi ha visto la tecnologia cambiare il mercato e la produzione artistica.
Andrea Bonaceto, pioniere italiano nella blockchain e nell’intelligenza artificiale applicata all’arte, condivide la prospettiva di chi usa questi strumenti per espandere il proprio linguaggio visivo.
Andrea Colamedici, filosofo e co-fondatore di Tlon, offre chiavi di lettura sul senso profondo di questa svolta.
Andrea Ordanini, professore alla Bocconi, analizza come l’intelligenza artificiale stia ridisegnando il rapporto tra pubblico, prodotti creativi e industria.
Alberto Sangiovanni-Vincentelli, professore alla UC Berkeley e cofondatore di Cadence e Synopsys, ripercorre la storia tecnica dalle reti neurali ai chip di oggi.
Francesca Rossi, IBM Fellow e responsabile globale per l’etica dell’AI, porta il punto di vista di chi inserisce valori umani nei modelli.
Paul Sears, artista ed editore musicale internazionale, osserva l’impatto sul publishing creativo.
Fabrizio Ievolella, CEO di Banijay Italia, racconta come l’intelligenza artificiale stia cambiando i processi di produzione televisiva e intrattenimento.

Il documentario riunisce un gruppo di persone che, alla vigilia del festival più visibile del Paese, si ferma a domandarsi cosa stiamo lasciando scivolare via mentre deleghiamo sempre di più alla macchina: l’intenzione soggettiva, la responsabilità di scegliere, di sbagliare e di crescere.
Le conversazioni ruotano intorno a domande urgenti: l’intelligenza artificiale sta ampliando la creatività umana o sta creando nuove forme di pigrizia cognitiva? La macchina collega dati a velocità inumana, raccoglie memoria storica e accelera l’apprendimento, ma non comprende nulla di ciò che collega, non soffre e non conosce il peso della finitezza. L’errore umano emerge come vero motore di ogni trasformazione, mentre l’AI insegue una perfezione statistica che può risultare monotona. Dargen D’Amico attraversa queste riflessioni con voce diretta e incalzante. Nelle conversazioni emergono i temi di rivoluzione e continuità, con i riferimenti al fuoco, alla scrittura e all’elettricità. Ribadisce che non bisogna delegare interamente lo sviluppo alla tecnologia e torna sulla finitezza come radice dell’arte: è proprio dal sapere che il tempo finisce che nasce l’urgenza creativa davvero umana.

Il progetto sta per approdare sui canali di Dargen e WUF. Nei prossimi giorni sui nostri profili social arriveranno i primi spezzoni, in attesa dell’uscita ufficiale prevista a breve. Nel frattempo resta intatta la parte più umana: la volontà di continuare a porsi le domande che solo noi possiamo formulare.
